Negli ultimi tempi, forse grazie anche a note trasmissioni televisive, è cresciuto l’interesse per una pratica, il digiuno, messa in atto da millenni da molte popolazioni sia per motivi religiosi che culturali.
Il digiuno sembra avere un ruolo importante nella prevenzione e nel miglioramento dei sintomi di molte patologie.
Molti studi in merito sono attualmente in atto…
DIGIUNO E CANCRO
Il digiuno sembra in grado di inibire molti processi importanti per lo sviluppo e la progressione del tumore e, contemporaneamente, rendere le cellule cancerogene più suscettibili a trattamenti come chemioterapia e radioterapia. Questa pratica potrebbe, inoltre, ridurre la crescita tumorale inibendo l’angiogenesi (formazioni di nuovi vasi sanguigni).
DIGIUNO E MALATTIE MUSCOLOSCHELETRICHE
Il digiuno influenza la secrezione dell’ormone paratiroideo, importante per il metabolismo del calcio e del fosforo e, perciò, per la salute dell’osso. Studi evidenziano un miglioramento dei sintomi anche in caso di artrite reumatoide (riduce le intolleranze alimentari, la permeabilità gastrointestinale e la secrezione di molecole infiammatorie). Sembra essere anche in grado di ridurre il dolore e la dipendenza da analgesici.
DIGIUNO E SINDROME METABOLICA
La sindrome metabolica è caratterizzata da un insieme di caratteristiche (obesità centrale, aumento dei trigliceridi e del colesterolo LDL, riduzione del colesterolo HDL, aumento dei livelli di glicemia ed insulina, aumento della pressione sanguigna) che predispongono a diabete e malattie cardiovascolari. Il digiuno intermittente ha effetto cardioprotettivo perché favorisce la perdita di peso, abbassa la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca e migliora il profilo lipidico riducendo il colesterolo LDL ed aumentando l’HDL. La riduzione della circonferenza addominale determina, inoltre, un miglioramento della sensibilità all’insulina.
DIGIUNO E SALUTE MENTALE
Molti studi mostrano effetti positivi del digiuno sulla salute mentale con una riduzione di ansia, depressione e stress, aumento della vigilanza e miglioramento del tono dell’umore. Il meccanismo alla base, però, non è ancora stato individuato.
Una restrizione calorica sotto forma di digiuno sembra, inoltre, essere in grado di modulare e rallentare la progressione della malattia di Alzheimer nell’anziano.
APPLICAZIONI DEL DIGIUNO
Attualmente il digiuno è utilizzato soprattutto per motivi culturali e religiosi piuttosto che per un reale scopo terapeutico anche se la maggior parte degli studi condotti fino ad ora sembrano sostenerne l’efficacia. Il problema principale è che si tratta di studi preclinici condotti su modelli animali o su piccoli campioni umani. Sono, perciò, necessari ulteriori studi non solo per provarne l’efficacia a lungo termine e valutarne eventuali controindicazioni, ma anche per stabilire dei criteri scientifici di applicazione in modo che questa pratica possa, in futuro, essere prescritta come un vero e proprio intervento medico.
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